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Designing the Future, Temporary Housing Marlegno, 2015 - PRIMO PREMIO

Programma: Residenziale

Categoria: Concorso Internazionale

Gruppo di Lavoro: LERUA

Render: LERUA

 Superficie:100 mq

Il progetto parte dalla rielaborazione di un’architettura legata al contesto socio-culturale sardo.

La proposta progettuale analizza l’architettura tipica sarda dello “stazzo gallurese”. Questo è re-interpretato attraverso una serie di elementi che compongono l’edificio (forma, materiali, spazi, ecc): 

Lo stazzo gallurese si sviluppa a pianta rettangolare, e questo è mantenuto nella proposta.

L’edificio non ha aperture verso l’esterno con l’eccezione di due porte sovrapposte utilizzate per il ricircolo dell’aria.

Lo stazzo è costituito spazialmente di una camera singola e tutte le sue estensioni sono lungo l’asse longitudinale. Queste due caratteristiche sono combinate nella proposta di progetto. La casa stazzo, in genere, è caratterizzata da un tetto spiovente.

I muri hanno uno spessore di 80 centimetri ed è realizzata con granito locale. Questa caratteristica gioca un ruolo importante nella proposta progettuale. Questo elemento è usato in modo simbolico. Il muro diventa un contenitore di funzioni, determinando in tal modo una maggiore libertà nello spazio centrale della casa.

Nella parte inferiore della facciata principale c’è una panchina con una profondità di 50 cm e, in alcuni casi si estende lungo tutta la facciata dell’edificio. Tipicamente è stato utilizzato per il riposo o come elemento di aiuto per salire sul cavallo. Nella proposta questo elemento diventa basamento (granito) su cui poggia l’edificio. Ciò garantisce anche un maggior isolamento termico che separa l’edificio dal terreno.

L’edificio ha una struttura in legno, mentre le pareti interne sono progettate in MDF. Il pavimento è in legno riciclato ed i pannelli esterni sono in sughero locale. Tutti i materiali (legno, granito e sughero) è una parte importante della tradizione locale e sono ancora in uso oggi.